Gli yama, le radici dell’albero dello yoga

La parola yama deriva dalla redice yam che significa controllo, controllare..il controllo è riferito al comportamento del praticante.
Gli yama possono essere visti come l’inizio del percorso del praticante, ma sono sono da considerarsi anche anche come il suo fine.
Gli yama sono 5:
- Ahimsa: non violenza
- Satya: verità
- Asteya: non rubare
- Brahmacharya: continenza
- Aparigraha: non avidità nel possedere
Oggi parliamo di AHIMSA che può essere tradotto come non fare del male, non violenza.
Questo principio di comportamento è un concetto molto più ampio di quanto si può inizialmente immaginare.
Il “non fare del male” infatti, può essere applicato alla pratica fisica, ai pensieri, alle parole, ai comportamenti ed anche al mangiare.
-Non essere violenti nella pratica fisica significa essere delicati con il proprio corpo. Molto spesso infatti succede che per arrivare a fare una posizione complicata si chiede troppo al nostro fisico, ci si allunga esageratamente, ci si stanca eccessivamente e perciò si infrange questo principio. Non essere violenti con se stessi ( prendendoci cura del nostro essere) e con gli altri significa rispettare la sacralità la verità e la bellezza intrinseca in ciascuno di noi.
-Praticare la non violenza nelle parole e nei pensieri significa invece comprendere che a volte quello che si pensa e quello che si dice possono ferire più di un pugnale. La parola è un dono e l’abilità nel parlare richiede maestria. Quando utilizziamo questo dono per ferire l’altro, commettiamo una violenza.
-Il non fare del male sicuramente può essere collegato anche al tipo di alimentazione che si segue applicando il principio della non violenza con equilibrio, giudizio e maturità.. Naturalmente in quanto essere umani abbiamo la necessità di nutrirci e dobbiamo farlo nel miglior modo possibile, facendo scelte appropriate e rispettose nei nostri confronti e verso l’ambiente che cicirconda.
Quando una persona rispetta il principio di non violenza chi sta intorno viene fortemente influenzato, così come tutto il “nostro mondo”.
Tutti noi, praticanti di yoga e non, dovremmo cercare di coltivare il principio di non violenza e per farlo ci sono vari modi.
Un modo è sicuramente praticare molto yoga e meditazione per riuscire a essere più consapevole dei pensieri e praticare il pensiero positivo, un altro potrebbe essere quello di coltivare empatia e compassione. Se coltiviamo l’arte di immedesimarci nell’altro, comprendiamo che se l’altro prova dolore, anche noi proviamo lo stesso dolore….
——————————————————————Ahimsa: la non violenza———————————————————————-